Alla scoperta di Miami: tra sogno e imprenditoria

Dic 14 2016

Alla scoperta di Miami: tra sogno e imprenditoria

“Beato te, Stefano, sei fortunato a vivere a Miami!”

 Quanto ci piace guardare il successo degli altri e chiamarlo fortuna? O lamentarci di una situazione (lavorativa, economica, personale) che non ci soddisfa, con un “capitano tutte a me”?
Quando si tratta di decidere, quando il futuro è da pianificare, siamo chiamati a fare i conti con noi stessi e con i nostri sogni.
A me il sogno era ben chiaro: volevo investire nel gelato e creare la più grande catena di gelaterie artigianali italiane presenti negli States. Mancava solo da decidere il dove.

 “Questa volta non possiamo sbagliare. Dobbiamo scegliere il posto giusto.”

 Dissi a mia moglie Carolina, prima che decidessimo di partire quel 24 luglio del 2013 alla volta di Miami. Cercavamo un luogo con un clima accogliente e con un contesto economico fertile, dove piantare le radici del nostro progetto e farlo crescere velocemente.
Così facemmo quello che andava fatto. Una delle prime operazioni da eseguire, quando si deve scegliere “dove” realizzare il proprio sogno, è una buona analisi del mercato.

Imprenditori non ci si improvvisa in alcuna decisione.

Dopo indagini e analisi di statistiche, valutammo il Paese dove il gelato si consumava di più ma in cui, paradossalmente, il mercato offriva di meno.
La risposta fu presto chiara: Stati Uniti.
Noi avevamo vissuto cinque anni a Caracas, in Venezuela. E quel clima, caldo e tropicale, ci mancava molto. Allora come opzione pensammo alla Florida, e più nello specifico, a Miami.
Ci sembrò subito la destinazione perfetta: era il punto migliore dove atterrare e il più strategico da cui ripartire.

Le variabili che andavano ponderate erano tante.
Avevamo considerato il clima, il contesto economico e sociale, le condizioni del mercato. Soprattutto avevamo messo in conto le difficoltà che avremmo potuto incontrare in un Paese che, anche se sognavamo, non era il nostro.
Così dall’Italia iniziammo a contattare giornalmente le gelaterie di Miami per informarci su ciò che ci sarebbe, in parte, aspettato. Volevamo informazioni. Quelle essenziali, le più semplici e di base, che chiunque abbia in mano un business plan non può farsi mancare.

“Quanto costa da voi lo zucchero? L’energia elettrica? Il latte? E la panna?”

Volevamo limitare, per quanto più fosse possibile, il rischio d’impresa a priori. Una valigia, tanti sogni, pochi soldi e una famiglia unita. Un progetto per la testa e la determinazione di realizzarlo. Pronti, partenza, via!
Dopo qualche ora, eravamo lì. Miami: il sogno di molti, sarebbe stata la realtà in cui avremmo vissuto felici io e la mia famiglia.

Perché Miami è fantastica. Credetemi: è una realtà in cui sogno e imprenditoria si fondono e attecchiscono se sai come nutrirli.

Ma veniamo alle questioni più pratiche. Alle “rogne burocratiche”, per così dire. Lavorare negli Stati Uniti senza un permesso di soggiorno è praticamente illegale e, se non hai né arte né parte, ottenere un visto diventa difficile. Se invece ti dimostri capace di fare quello che ti sei proposto e fai arrivare il messaggio che tu sai farlo meglio di altri, ecco allora che il sistema del mercato americano ti apre le porte.
Quindi, in primis, per ottenere un Visto di soggiorno in qualità di imprenditore devi rispettare determinati requisiti, tra cui la presentazione di un business plan.

E poi, come accade sempre nella vita, devi competere. I Visti riservati agli investitori negli States sono circa 10 mila ogni anno.

Se competi e ti danno il Visto, il primo step è fatto!
Adesso immagina il mare di Cuba e il clima delle Bahamas.
Piazzaci dentro le infrastrutture e la funzionalità degli Stati Uniti e avrai dipinto Miami. Qui gli standard di vita occidentali si sposano a perfezione col calore tipico del Sud America, in una società stimolante e ad alta competitività. Non ci sono la lentezza e l’ostilità dell’ambiente burocratico italiano e con la tua attività commerciale puoi fare tutto, purché sia legale.

Chiaramente, come all’avvio di ogni progetto imprenditoriale, ci si imbatte in delle difficoltà iniziali.

Fu così, anche nel nostro caso. Quando atterrammo facemmo i conti con la nuova realtà americana. Tanto per cominciare cercammo un posto dove aprire la gelateria e passammo intere giornate a fare rassegne a vuoto per strada. A cercare numeri di telefono, a chiamare i referenti di cartelli con su scritto “for lease” senza ricevere risposte. Scoprimmo anche un altro scoglio più grande: da buoni neo-arrivati nel nuovo continente non avevamo un Social Security Number. 

Un SSN, sì: questione non tanto di sigla ma soprattutto di crediti e di garanzie.

Perché, se non hai un Credit History, qui, nessuno si fida di te al primo sguardo. Miami è un posto dove se dimostri di valere, ti viene riconosciuto tutto. Ma fino a quando non lo fai, devi faticare il doppio e muoverti il triplo per dimostrare tu stesso di avere una solidità economica.

Ma proprio nel momento critico, in cui la maggior parte molla, una persona di successo persiste.

Dopo gli sforzi e i sacrifici iniziali, ottenemmo anche noi il riconoscimento dal sistema americano. Trovammo il punto di avvio, il locale dove avrebbe avuto forma e sostanza la nostra gelateria. Il luogo in cui il nostro sogno si sarebbe impiantato, alimentato, cresciuto.

Era il 16 novembre 2013. Ricordo con nitidezza l’emozione di quella mattina, quando arrivai al Miami International Mall e non c’era più il pannello di protezione sopra il nostro negozio. La gelateria Versace era lì, pronta a partire e a mostrarsi al pubblico. Conservo ancora il primo scontrino di quel cono alla nocciola: aveva il gusto di un sogno che si realizzava e il sapore della realtà. 

Un ambiente efficace contribuisce in buona parte alla riuscita di un progetto ma non basta per creare il successo.

 La riuscita di un sogno è un connubio di più fattori. Da un lato devi partire preparato più che puoi, con le idee chiare, la strategia in testa e delle capacità specifiche da esibire. Dall’altro devi sperare di averci visto giusto nella scelta del luogo.
A Miami, in poco tempo, siamo riusciti a sviluppare le nostre gelaterie, anche grazie al network di collaboratori, investitori e fornitori giusti.

Il mercato è snello: ci sono flessibilità operativa, semplicità nelle regole e velocità di attuazione.

Pensa che in Florida si pagano solo le tasse federali che non superano il 35% (e solo per scaglioni molto alti sopra i 300.000 dollari annui) e che si riducono a un 10/15% reale dopo tutte le detrazioni: non quelle dello Stato, né quelle della città in cui vivi. Non c’è alcuna tassa sulla persona a livello locale e l’IVA (le famose Sales Tax) è di appena il 7% a Miami e del 6% nel resto della Florida. Il regime fiscale è equo, semplice, a favore della libera imprenditoria. 

Oggi le gelaterie Versace & Gourmet si sono espanse non solo in Florida ma anche in altri stati degli USA e per il 2017/2018 prevediamo l’espansione anche nel resto del mondo (Emirates, Cina, Iran, Colombia). E’ una soddisfazione importante, che avrebbe faticato un po’ di più ad arrivare se avessimo scelto una destinazione imprenditoriale meno adatta.

Armati di coraggio, della giusta iniziativa e pondera bene il tuo futuro.
Tu, la tua famigli e i tuoi sogni meritate il meglio.

 

Miami, ma in genere tutti gli Stati Uniti, per chi vuole investire all’estero, può essere davvero un buon punto di svolta. E di inizio. Non attendere troppo per prendere il volo. Cambia la tua vita adesso, con le scelte giuste.

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