I 7 errori tipici di chi vuole fare business internazionale

Feb 10 2017

I 7 errori tipici di chi vuole fare business internazionale

“Gli americani che vengono in Italia non fanno che complimentarsi per la nostra pasta. Sai Stefano, io quasi quasi ti raggiungo! E apro la mia impresa di pasta italiana negli States.”

 A parole siamo tutti geni e sulla carta tutte le idee sono geniali.

Il punto è che c’è molto da “saper fare” prima di lanciare il proprio business. E molto altro da “non fare” per evitare che un sogno fallisca in partenza.

In questo post ti parlerò dei sette errori essenziali da cui tenerti alla larga, se vuoi avviare un business internazionale. Dico essenziali perché farli significa automaticamente non imboccare la strada del successo!

Un’idea comune è quella di giudicare la quantità degli errori che uno fa: tanti, troppi, pochi? Nel successo, non contano“quanti” ma “quali” sbagli fai.

 Ecco i più tipici di chi vuol fare business internazionale.

Errore numero 1. La presunzione

 Noi italiani siamo spesso i migliori a fare le cose e questo ci porta ad avere la presunzione che basti avere un’idea per realizzarla.

“La mia idea è geniale, avrò successo!”

 No, non funziona così. La validità di un’idea non la porta ad avere successo in automatico. Bisogna vedere cosa te ne fai di quell’idea lì. Insomma, come ti ci relazioni.

Sarà il modo in cui ti relazioni all’idea “geniale” che ti porterà a realizzarla con successo, oppure no.

 Il successo è il risultato dell’integrazione di competenze reali,

di convinzioni giuste e di valutazioni di mercato efficaci.

Se ti barrichi nella convinzione di essere geniale e il migliore di tutti, stai già mettendo da parte quel che c’è intorno a te. Così facendo trascuri la valutazione della realtà su cui vanno tarati talento, progetto e competenze.

Una mia amica italiana che produce dell’ottima pasta artigianale, tempo fa mi ha detto: “E se venissi in America? In Italia gli americani amano la nostra pasta”. Appunto, in Italia!

L’unica presunzione corretta è presumere di poterne sempre sapere di più della realtà in cui vuoi espanderti.

 

Errore numero 2. L’egocentrismo e la rivalsa

Non si tratta proprio di narcisismo,ma dell’incapacità di saper delegare perché “nessuno sa farlo meglio di me.”L’imprenditore egocentrico accentra su di sé tutte le decisioni importanti, senza fidarsi nella pratica degli altri.

Questo secondo errore è un effetto domino del primo ed è deleterio per la riuscita di un business internazionale, basato sulla crescita rapida e funzionale.

Se non sai delegare non solo non costruirai una “rete lavorativa ed economica” efficace intorno a te ma avrai anche molto meno tempo libero di quel che avresti delegando.

Un primo passo per venirne a capo è trovare collaboratori in gamba ed esperti nel proprio campo. Io ho due soci, Paolo e Carlos, fenomenali nei rispettivi settori! Quando c’è da prendere una decisione nei loro ambiti, quasi mi imbarazzo a parlare: come potrei dire a loro come eseguire qualcosa di cui ne sanno indubbiamente più di me?

 Imparare a delegare vuol dire potersi concentrare a fare quel che si sa fare meglio e, quindi, portare risultati TOP.

Il successo di un business è sempre un lavoro di squadra.

Occhio anche alla rivalsa. Se hai avuto un passato da dipendente e ora vuoi “rifarti” sui tuoi dipendenti futuri, ti dico già che non funzionerà. Un business internazionale non si alimenta con l’intenzione di ottenere un riscatto dal proprio passato. Piuttosto si fonda sul desiderio di lanciarsi, insieme alla propria squadra, verso il successo futuro.

 

Errore numero 3. La mancanza di programmazione

“Quest’idea sarà un successo all’estero perché già in Italia funziona alla grande!”

Appunto: estero vs Italia. Si sta parlando di due paesi diversi. Purtroppo questa distinzione è a volte trascurata. Allora leggi, lavori, regolamenti, stili di vita, sapori, preferenze, costumi finiscono tutti nello stesso calderone e la programmazione del business è pari a zero.

Domanda: “Perché devo programmare il lancio del mio business all’estero se è già stato testato in Italia?”

Risposta: “Perché se vuoi andare all’estero, l’Italia te la lasci alle spalle e devi informarti su quello che ti aspetta”.

Un business internazionale di successo non si improvvisa: si programma. Può anche succederti di avere in mente qualcosa che non combaci con la tua formazione, per esempio. E allora o cambi il tuo progetto con umiltà e coraggio, oppure adatti il progetto alla formazione che hai, migliorandoti il più possibile.

Sacrificio e realtà: ecco il binomio su cui si fonda una programmazione vincente.

 

PER SCOPRIRE I 4 ERRORI RIMANENTI CONTINUA A SEGUIRMI SU QUESTO BLOG.

Nel frattempo fammi sapere cosa ne pensi, lascia un commento o raccontami se ti sei trovato in una di queste situazioni e come ne sei uscito.

 

 

 

 

 

 

4 Comments
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4 Commenti
  • Piccole attività senza visione sul medio periodo difficilmente crescono. Creare un’attività come nel caso di una serie di gelaterie, in una zona nuova, necessita di una forte conoscenza del territorio sul questo si intende operare.

    14 febbraio 2017 at 15:31
  • Lucia
    Rispondi

    Questi primi 4punti, senza toccare regole di sviluppo, progettazione o marketing, sono praticamente il cuore di un grosso concetto. È molto molto formativo relazionarsi con gente come lei, Stefano, che tocca con mano la realtà dell’estero, dell’america, vivendoci e lavorando.

    18 febbraio 2017 at 8:38
    • Stefano Versace
      Rispondi

      Grazie Lucia. Senza passione per quello che si fa non si va da nessuna parte!

      6 aprile 2017 at 14:42
  • Enrico Malagoli
    Rispondi

    Il senso di rivalsa non funziona nemmeno in italia ora ed a maggiore ragione in un paese dove si vuole operare senza averci mai messo piede

    27 maggio 2017 at 13:06

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