Che cosa significa avere successo?

Dic 09 2016

Che cosa significa avere successo?

“Stefano, ma qual è il segreto del tuo successo?”.
E’ una domanda che mi fanno spesso.

 

Si fa presto a dire “quella persona ha avuto successo”. Quando si tratta di parlare di altri e di progetti che non sono i nostri, metterci bocca è più facile. Ma quando a essere tirate in ballo sono le nostre di aspirazioni, il successo ci sembra un traguardo irraggiungibile.
“Non ho i soldi”, “Ho questa idea ma è un’idea eh”, “Avevo un sogno purtroppo non potuto realizzarlo”; “A me mancano le risorse”.

La dimensione del “vorrei ma non posso” o del “vorrei ma non so come fare” è confortevole per tutti. Fino a un certo punto. Perché, se da un lato ci fa restare fermi nella nostra “confort zone”, dall’altro ci ingabbia in convinzioni, titubanze e luoghi comuni che, più vengono ribaditi nella propria testa, più restringono il campo di azione.

Il salto dall’ideale al reale richiede – anzi, pretende! – energia, slancio, entusiasmo. Siamo chiamati a esprimere noi stessi, a metterci in gioco, a lasciare quel che di materiale non ci interessa più per rivolgerci a nuove ricchezze. Il successo è innanzitutto ri-ordinamento delle proprie priorità. Avere successo implica rivedere cosa sia importante per noi: revisionare quel che ha perso valore, riallocare le risorse e mettere in primo piano il proprio progetto per dargli luce.

Per avere successo bisogna pensare come una persona di successo.
Ma chi è, precisamente, una “persona di successo”?

E’ qualcuno che, innanzitutto, ha il coraggio di ascoltarsi e di convocare in gioco se stesso. E’ chi, ogni giorno, lotta e sa rinunciare a tutto tranne che all’irrinunciabile: ai propri principi, alla propria famiglia, a ciò che davvero conta per lui. Non è soltanto l’imprenditore che ce l’ha fatta. La persona di successo è anche il lavoratore dipendente: avere successo vuol dire impegnarsi e darsi da fare perché le cose belle accadano. I miei dipendenti sono persone di successo: si alzano ogni mattina con la gratitudine nei confronti della vita, infondono energia, investono competenze ed emozioni in un progetto a cui aderiscono non solo perché lavorano qui, ma perché ci tengono a lavorare qui.

Avere successo significa anche essere disposti a sacrificarsi, onde evitare di diventare vittime sacrificali del successo di qualcun altro!

Mi sono comportato come una persona di successo io stesso, molto prima di averlo. Quando ho deciso di mollare la mia attività di ristoratore e di rivolgermi ad “altro”, per esempio. E questo “altro” era il mio sogno.

Ho pensato come una persona di successo quando mi son detto “basta, ora so quel che voglio”. Quando ho preso per mano la vita, mia e della mia famiglia, per volare verso un nuovo orizzonte. Prima di lasciare l’Italia ho venduto la mia attività a un prezzo nettamente inferiore di quanto valesse sul mercato (giusto per dare un esempio).

L’ho fatto perché per me aveva più valore quel che avrei costruito nei mesi successivi: ho investito nel futuro che volevo e mi sono sganciato da un passato che non mi apparteneva più. “Stefano economicamente ci hai rimesso” penserete voi. Invece no: quella svendita è stata il primo passo per aprirmi a un guadagno maggiore, per indirizzarmi a un traguardo più importante. Quello che sarebbe poi stato il successo (personale, professionale, economico) delle Gelaterie Versace.

Il successo lo senti sulla pelle, ti fa vibrare dentro.

Non è semplicemente nei soldi che ti arrivano, non è nel “job title” che hai. Il successo è dentro di te: il successo sei tu. Avere successo ti richiede un compito fondamentale: quello di essere autentico. Nei confronti degli altri e, prima di tutto, con te stesso. Non ti basterà elaborare il business plan giusto, né pensare a quale sia “il prodotto in cui investire nel mercato”. Una delle prime domande da porti è: “ma io che cosa so fare bene? E che cosa sono felice di fare?”. Successo e felicità sono intrinsecamente legati. Se non agisci per la felicità, in realtà non stai costruendo nulla. Potrà succederti di tutto… tranne che il successo – quello vero, reale, duraturo – venga a trovarti. E che resti, lì con te, senza andarsene prima del tempo.

Il successo non è un punto di arrivo: è un modus operandi, è un modo di affrontare la vita.

La fortuna, la disposizione di risorse, la scelta dei business partner giusti, l’ambiente favorevole faranno la differenza ma deve esserci, innanzitutto, la “materia prima”. Devi esserci tu, inteso nel tuo “essere umano ed economico presente a te stesso”: riconoscere con chiarezza chi sei, chiederti se chi stai diventando corrisponde a ciò che vuoi essere e darti da fare, costantemente, per realizzarti.

Non può esistere successo senza costanza.

Il successo è la continua e persistente ricerca della felicità. Occorrono determinazione e perseveranza. “Sbaglia ancora, sbaglia meglio”, potremmo dire se volessimo trovare un mantra in business style! Insomma, bisogna essere disposti ad affrontare rischi, a mollare l’ideale del perfezionismo. Chi aspetta l’occasione propizia per avviare il proprio sogno non farà mai il primo passo. Non esiste la condizione ideale in cui muoversi: ogni momento è potenzialmente quello giusto. Basta lanciarsi e rischiare, accettando di vivere quella follia che tutti i veri imprenditori sperimentano almeno una volta sulla propria pelle.

 

 

Il bivio “fallimento o successo” non esiste.

 

E’ una bufala simpatica e innocente che ci raccontiamo per giustificare il fatto che, a volte (troppe volte), preferiamo ritirarci dal campo anziché entrare in gioco. In questo modo mascheriamo la frustrazione del non averci provato con la saggezza del non aver rischiato di fallire. “Avrei potuto farlo ma era meglio non rischiare”. A volte tiriamo in ballo persino i nostri cari: “Sai, ho dei figli, una famiglia… Non sono nelle condizioni di inseguire i sogni. Non ho più 20 anni.” Come dire? Ce la raccontiamo benissimo per restare lì, insoddisfatti, dove siamo…

Fallimento e successo sono in realtà due lati della stessa medaglia. Non c’è successo a cui si possa arrivare senza inciampare – una, due, tre, dieci, venti volte? – nel fallimento. Il fallimento è un banco di prova, è la buca che trovi per strada e che non vedi se non quando sei già a terra. Il fallimento è il tuo migliore alleato: appena sbagli, te lo dice e ti porta a fare i conti con i tuoi errori. Proteggerti dal fallimento vuol dire allontanarti dal successo: bisogna rischiare di fallire quando si vuol fare la scelta giusta. Quel che arriverà dopo ogni sbaglio sarà migliore di quello che ci sarebbe stato senza.

Perciò buttati: agisci con coraggio e non per paura.

Le imprese di maggiore successo sono quelle che partono dal cuore: quelle che coniugano passione e pratica, sentimento e finanza, intraprendenza e intelligenza strategica.

 

Anche questo stesso momento può essere quello giusto per svoltare la tua vita:
sei pronto affinché ciò succeda?
Domandatelo.
Risponditi.
E resta in ascolto.

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