Perché ho detto NO al franchising

Apr 04 2017

Perché ho detto NO al franchising

“Franchising? Per carità, Stefano! Non ne voglio più sentir parlare”.

Quando il proprietario di una grandissima catena di gelaterie in Italia e in Europa mi rispose così, lì per lì, non capii. Ero ancora nella fase iniziale del mio sogno, quella in cui sapevo cosa volevo e stavo valutando le varie opzioni per raggiungerlo. Tra le varie alternative, avevo pensato al franchising. Non mi fu chiaro, al momento, il motivo di quel commento: come mai proprio l’imprenditore che aveva usato all’inizio della sua attività il franchising lo stava denigrando?  Solo dopo aver commesso il suo stesso sbaglio, compresi il perché.

Quando non sei ancora un imprenditore esperto, ti illudi che il franchising possa essere una via per velocizzare la riuscita del tuo business. E’ uno degli errori in cui è più facile cadere ed è anche uno degli sbagli che più paghi.

 

In Italia usiamo il termine franchising per riferirci all’affiliazione commerciale: si tratta di un tipo di contratto tra due soggetti, economicamente e giuridicamente indipendenti, dove una parte cede all’altra, verso corrispettivo, la disponibilità di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale (marchi, denominazioni commerciali, insegne, brevetti, modelli di utilità, consulenza tecnica e commerciale…).

Ma chi è la persona che vuole affiliarsi? Generalmente è qualcuno che vuole avviare una sua attività ma non è disposto a partire da zero. Per questo, preferisce “agganciarsi” a un marchio già testato e affermato… e ripartire da lì.

A un certo punto, dicevo, mi accorsi che il mio business poteva essere reso scalabile. La prima modalità con cui pensai di aprire nuove gelaterie fu questa.

 

Chiariamoci subito: se in America usi il termine franchising per riferirti a questo tipo di contratto, ti guardano storto. Infatti loro parlano di “licensing”: una forma di franchising che però in Italia non esiste.

Fatto sta che commisi l’errore… come un ingenuo imprenditore neofita. E pensare che ero stato messo anche in guardia, anni prima! Fu un disastro: mi resi conto, nel giro di poco tempo, che nessuno avrebbe mai potuto raggiungere gli stessi risultati del mio successo.

Quando dai il tuo sogno in mano a qualcuno che non sei tu (che non ha la tua storia, i tuoi valori, le tue motivazioni e la tua esperienza) i risultati saranno inevitabilmente diversi.

Non si tratta nemmeno di selezionare potenziali affiliati più o meno competenti: il punto è un altro e si tratta dell’unicità della tua persona!

Il successo di una gelateria non è solo la conseguenza di una strategia di business impeccabile: dipende da tanti piccoli dettagli e sfumature che, però, sono essenziali.

Come il controllo del topping (decorazione dolce di rifinitura estetica dei dolci), il rapporto con i dipendenti , la produzione fresca del gelato ogni mattina, l’uso di materie prime di qualità, l’autenticità del rapporto col cliente.  E non solo: bisogna anche mettere in gioco una parte creativa, estetica, emozionale. Pensa, per esempio, all’importanza che hanno l’esposizione dei gusti in vetrina, l’accostamento di certi colori, l’offerta di prodotti satellite, il rapporto con i dipendenti.

La dimensione emotiva e formativa è alla base di quella performativa.

Per intenderci, se sei più intenzionato a risparmiare togliendo valore al tuo sogno piuttosto che a investire per farlo funzionare meglio, i risultati non arriveranno. Per lo meno non quelli positivi. C’è chi apre gelaterie senza sapere la differenza tra gelato artigianale e ice-cream!

Fortunatamente, nel giro di poco tempo, ho capito che, se avessi continuato su questa strada, non soltanto non sarei andato lontano ma avrei  anche rovinato il nome delle Gelaterie Versace.

Ci sono stati affiliati che si sono lamentati di aver avuto insuccesso, o fortune alterne, o un successo non sufficiente per lo stile di vita che avrebbero voluto fare negli States.

E, dico io, c’è da sorprendersi? La qualità delle motivazioni determina le convinzioni e le convinzioni sono determinanti per il successo: non basta prendere in mano una gelateria già avviata per raggiungerlo! Devi metterci l’anima e il cervello.

Quando affidi il tuo sogno nelle mani di altri, il successo non sarà mai lo stesso.

 

Né per loro che non saranno mai disposti a prendersi la responsabilità dei propri insuccessi.


Oggi le Gelaterie Versace hanno i loro investitori ma sono al 100% di nostra gestione
. Grazie alla tecnologia e ai sistemi informatici, ai corsi di formazione e all’analisi dettagliata dei dati, alla standardizzazione dei processi di produzione, riusciamo a mantenere un controllo diretto sulla qualità dei prodotti.

C’è stato chi ha confidato, in modo distruttivo e malsano, nel mio fallimento e già si è dileguato. Nel frattempo il mio sogno sta crescendo e si è rafforzato. Io sono felice e soddisfatto. E sono anche grato al mio sbaglio.

A volte devi fare un passo indietro per capire dove hai appoggiato male il piede, per prendere la rincorsa e volare di nuovo: più alto possibile.

 

Se vuoi saperne di più contattami!

 

 

 

 

6 Comments
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6 Commenti
  • Giuseppe
    Rispondi

    Verissimo, fa riflettere tutto ciò che hai scritto!

    6 aprile 2017 at 9:52
    • Stefano Versace
      Rispondi

      È pura verità ed è quello che ci ha permesso di arrivare piuin alto: rendersene conto in tempo!

      6 aprile 2017 at 14:40
  • Marco Sciuto
    Rispondi

    Bravo Stefano e complimenti !

    6 aprile 2017 at 14:09
  • Maria Laura Blefari
    Rispondi

    Bravissimo!!!

    6 aprile 2017 at 15:02
  • Grazie Stefano di aver condiviso questa tua esperienza che prenderò come esempio concreto su cosa fare e cosa non fare.

    Io sto avviando un progetto sulla pizza perché mi sono scocciato vedere gli americani fare i veri soldi con un nostro prodotto e noi italiani a litigare se sia meglio il lievito di birra o la pasta madre!

    Naturalmente un doveroso grazie anche al corso illuminante di Marco De Veglia sul Brand Position che mi ha permesso di focalizzare bene la nicchia di mercato dove voglio creare business.

    Il “Silent Partner” credo sia la formula azzeccata per rendere davvero scalabile il successo di un business.

    Giuseppe Muzzetto
    creatore della Wellness Pizza.

    26 luglio 2017 at 8:40
  • Complimenti Stefano, molti spunti da questo articolo a dir poco illuminante

    15 agosto 2017 at 16:13

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